PERCHÉ ANUNAKI?

Il nome, originariamente dal sumero e babilonese, è riportato in vari modi: “a-nuna”, o “a-nun-na”, col significato di “progenie del Principio”, reso successivamente in accadico anunna, esso indica l’insieme delle divinità celesti nelle religioni mesopotamiche di filone politeistico.

Abbiamo voluto utilizzare di proposito una licenza grammaticale per conferire un significato prettamente legato alla sinergia delle due parole che formano il composto linguistico dvandva, ovvero una unione copulativa di due sostantivi della stessa importanza. Si vuole enfatizzare l’unione tra An o Anu e Ki, i cui significati sono noti, ma non in senso religioso, bensì enfatizzando la forza della natura espressa dalla fusione del cielo e della terra, con il forte significato per noi dell’energia luminosa che vive all’interno della nutraceutica.

Quindi non Anunnaki, divinità celesti discese sulla terra ma Anunaki, espressione energetica della fusione del Cielo e della Terra che dona nutrimento e vita.

LA FILOSOFIA DI ANUNAKI

Risvegliare il benessere ancestrale dell’uomo grazie all’energia della luce che fluisce dal Cielo nei frutti della Terra: gli antichi sacerdoti sumeri vissuti all’alba della civiltà umana custodivano il segreto in grado di compiere questo prodigio.

Un segreto iniziatico tramandato nelle ziggurath di Uruk, la città della luce, e legato al tempo lontano in cui dal grande Mare Primordiale sorsero il dio Anu, il Cielo, e la dea Ki, la Terra, che a loro volta generarono gli altri dèi, chiamati Anu-na-Ki, “figli di Anu e Ki”.

Poi le tempeste cosmiche separarono il Cielo dalla Terra e si creò così il mondo dell’uomo, collocato sul confine tra i due regni, celeste e terrestre. Da allora, un potente miracolo si verifica ogni giorno, quando, attraverso i fecondi raggi del sole, Anu si ricongiunge a Ki, rendendola fertile e ingravidandola di frutti pregni di vita.

I sacerdoti e gli uomini dell’antica Mesopotamia si cibavano di questi prodotti della Terra consci di assimilare attraverso di essi i poteri benefici e curativi della luce solare, trasmutati in cibo dall’unione armoniosa di Anu e Ki.

I Sumeri conoscevano i segreti di questi doni della Terra e sapevano ricavarne le naturali proprietà nutrienti, distillando dalle erbe tutta l’energia di cui le aveva arricchite la luce. Ne traevano così efficaci medicamenti mirati al benessere e al riequilibrio dell’organismo umano.

Oggi, questo sapere perduto nelle tenebre dei secoli è tornato alla luce: le polverose tavolette incise con simboli cuneiformi dai sacerdoti dell’antichità ci hanno rivelato le conoscenze illuminate di quella civiltà atavica. Un sapere in grado di migliorare l’uomo, donandogli tutti i salutari effetti dei princìpi nutritivi della Terra irradiati dal Cielo.

Gli stessi princìpi con cui la luce è in grado di riattivare negli uomini la loro energia latente, facendo sì che essi siano, davvero, “figli del Cielo e della Terra”. Che siano, davvero, Anu-na-ki.